Si Pha Don: le 4.000 isole sul Mekong

di Cloudio
don dhet sunset

Tramonto sul Mekong a Si Pha Don

Là dove finisce il Laos e comincia la Cambogia, con la Thailandia e il Vietnam equidistanti nei paraggi: Si Pha Don è il cuore ancestrale, prima che il centro geografico dell’Indocina. Un posto dove è difficile non sentirsi Happy.

La prima volta che venni in Asia, giugno 2005, incontrai Marco da Forli, che era stato più di un mese a four-thousand-islands, Si Pha Don, le 4.000 isole sul Mekong. Lui fu il primo di tanti a parlarmi di questo posto mitico, dove i bungalow costavano un dollaro e i viaggiatori si fermavano settimane, risucchiati dalla magia del Mekong.

Quella versione di Si Phan Don è ormai sparita da un po’: non esistono più bungalow a 1$ (si parte dai 30.000 kip, meno di 4$ o 3€), ma allo stesso tempo non esistono più bungalow senza elettricità e acqua calda e ristoranti senza wi-fi.

Si Pha Don è lo specchio del Laos che si sta urbanizzando a velocità inquietante, e non si tratta di fare i soliti moralismi del tipo si stava meglio quando si stava peggio, tu che sei al primo viaggio ormai ti sei perso la vera Asia che era 10 anni fa, a sua volta finta per chi ci era stato 10 anni prima, eccetera eccetera.

beer lao mama luah

Beer Lao a Mama Luah guesthouse

Ci sono due altre cose che ho notato dopo soli due anni al mio ritorno in Sud Est Asiatico: la quasi contemporanea sparizione di tv accese nelle case (e famiglia riunita attorno al malefico tubo catodico) e di internet point nelle strade. La rivoluzione dell’internet in piedi, smartphone e tablet, ha ormai penetrato il mercato di massa e ognuno è perso dentro il suo gingillo informatico e il cyberspazio che si costruisce a misura.

Nonostante Si Pha Don sia un posto decisamente meno isolato e affascinante di quel che era solo qualche anno fa, rimane un bel posto. Le isole sono permeate da un’atmosfera di pace, che il rumore del motore delle barche sempre meno parche, non riesce a intaccare più di tanto. Tutti sono felici, non solo per l’abbondante consumo di Happy drink & Happy food.

Le 4.000 isole (anche se poi tutti si limitano a visitarne 2) (Don Dhet & Don Khon collegate dal ponte dell’amicizia franco-giapponese), o al massimo 3 (Don Khong) (dove ha alloggiato la parrucchiera romana emigrata a Londra, con cui l’allievo ha scambiato due chiacchiere in inglese, mentre io collaudavo l’amaca dell’Oasis) (entrambi erano convinti che l’altro fosse francese) (offeso l’allievo l’ha chiamata sciampista, prima di perdere la chiave della stanza) (che per fortuna ho ritrovato), le 4.000 isole sono il posto ideale dove andare a rilassarsi dopo le fatiche in scooter sul Bolaven Plateau.

Don Dhet princess

la principessa di Don Dhet

Si può fare tubing in modo rilassato e non volgare come gli scarti umani che bivaccano a Vang Vieng (e se volete sapere come fare foto mentre fate tubing, senza danneggiare la macchina fotografica cercate su danielebesana.com, a life lover, blog), si possono girare le due isole in bicicletta, si possono fare giri in barca, ma l’attività di gran lunga più popolare da queste parti è rimanere sull’amaca nella veranda del proprio bungalow tutto il giorno, eccetto che per fare i 5 o 6 metri che vi separano dal ristorante della vostra Guesthouse.

L’allievo e io abbiamo passato 4 notti a Mama Luah, gestito da un simpatico tedesco, e sono stati ben spesi. (Il conto ammonta a 675.000 a testa, ovvero 66€, media 16,5€ al giorno e include i 10€ di trasporto per andarcene fino a Savannaketh nel mio caso e Ubon in Thailandia nel caso dell’allievo, che ha esaurito così il suo travel coaching workshop, level 2).

La verità però, sarà che in questi giorni fa troppo caldo anche a Si Pha Don, è che al momento di partire non ho avuto molti ripensamenti sull’estendere la mia permanenza.

Prima di guardare nel dettaglio le foto dell’incredibile galleria, non ti dimenticare di scoprire come a Si Pha Don gli Happy Meals influiscono sull’arte di scrivere cartelli e preparare menu in inglese laotinao.

Clicca su una foto qualunque per vedere i dettagli della gallery

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2 commenti to “Si Pha Don: le 4.000 isole sul Mekong”

  1. A Si Phan Don mi sono fermato solo 5 giorni. Ho fatto un mese in tutto in Laos poi mi è scaduto il visto e sono rientrato in Thai.
    Fantastico Laos per me, anche se come scrivi tu quelli che c’erano stati cinque o dieci anni prima oramai lo definivano già rovinato rispetto al passato..
    Ricordo un tipo canadese che si narrava fosse li da un anno (spero si fosse ricordato di fare qualche Visa Run ogni tanto tra un happy meal e l’altro) e la mattina andava in giro per Don Det a vendere bomboloni.
    Comunque fantastica Si Phan Don dovrei ritornarci a fare il bagno nel Mekong. Si fa ancora?
    Due mesi fa sono tornato a Ko Phan Gan. Ci ho messo quasi dieci anni per ritornarci. Il perché rimane un mistero.

    • Marco, mi fai cadere un mito! Ero convinto ti fossi fermato un mese..e comunque ho visto un tipo che vendeva bomboloni!
      A Ko Phangan ci tornerò tra pochi giorni, dopo due anni!

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