Laos in scooter: Pakse-Champasak-Pakse

di Cloudio
Bolaven loop look

Bolaven loop: 1° giorno

Il primo giorno del Bolaven Plateau loop in scooter, sessione di travel coaching con il mio padawan DB, è stato jam packed di emozioni. Da Pakse a Champasak e ritorno a Pakse, passando per il sito di Wat Phu, un acquazzone, benzina finita, moto piene di difetti e il compleanno di Daniele.

Il franzoso di Miss Noy che si è guadagnato il titolo di “guru di sta cippa del Bolaven Plateau in scooter” ci fornisce di uno scooter 125 automatico e ci presta la sua moto scassata, mentre viene riparato il Suzuki 110 a marce che ci spetta.

Aprofittiamo del tempo di attesa per andare al mercato di Pakse, il più grande di tutto il Laos. Sarà pure il più grande del Laos, ma c’è poca roba e non riusciamo a trovare il più sgrauso dei sandali che voglio comprare, nel senso che nessuno vende sandali, solo flip flops o scarp de tenis. Ci sono solo crocs, anzi croos, e la prima bancarella ci spara 60.000 kip. So che il prezzo reale è massimo la metà, ma il mio giovane inesperto allievo me li farebbe comprare al volo e devo portarlo via di peso.

Alla seconda bancarella nonostante con la contrattazione scendo a 40, sto per andarmene, ma l’ingenuo insiste tanto che le prendo solo per farlo stare zitto. Ovviamente 5 minuti dopo gli dimostro come mi avrebbero inseguito per vendermeli a non più di 30mila. Inoltre per traspasso karmatico gli si rompono gli occhiali da sole e gli mostro come comprarne un paio per meno di 10€.

Torniamo a prendere il Suzuki e partiamo verso Champasak che è quasi mezzogiorno. 40km di strada facile dove notiamo che la differenza di prestazioni tra lo scooter e il suzuki è abissale, comunque tiriamo dritti fino a Champas.

L’allievo, notorio per la sua tunnel vision, impiega qualche minuto a realizzare che è il caso di prendere la strada secondaria che attraversa il paese, e dopo un giro optiamo per un bel posto affacciato sul Mekong, chiamato “Champasak with love“, per il nostro pranzo.

Gli dò un’altra lezione quotidiana di travel coaching facendogli notare che il bancone del bar è pieno di banane, sul tavolo consigliano banane fritte e quindi… ci conviene ordinare 2 banana smoothies, che si riveleranno deliziosi.

Al momento di pagare informo la simpatica Thai che ci ha servito, che oggi è il compleanno del mio amico (e sarà il suo compleanno ogni giorno dispari durante questa avventura, mentre io festeggerò i giorni pari) e la simpatica thai ci chiede di tornare dopo la visita a Wat Phu per il regalo.

Wat Phu, da non confondere con Wat Pho, e nemmeno con Phu Phu, è un sito di rovine di tempi Indù di architettura Khmer (figlio di Pdor), dichiarato patrimonio Unesco. Il sito è bello, non favoloso, ma merita un visita.

L’allievo raggiunge il minimo giornaliero quando ammette di non sapere cos’è un lingam (lo imparerà in cima al sito di Wat Phu vedendone uno, grazie al fatto che ho deciso di non sacrificarlo a Shiva)

Al nostro ritorno a Champasak with love, la simpatica thai fa avere al festeggiato una fetta di torta semifredda e semigelata preparata da lei stessa. E dopo le amabili chiacchiere con una delle innumerevoli franzose in viaggio per il Laos, che sedeva al tavolo accanto, offre una fetta pure a lei, che mi gira amabilmente.

Purtroppo si è fatto tardi per andare alla Champasak Spa, gestita da una delle innumerevoli coppie franzose che si è trasferita in Laos e della quale non solo l’Ale di ci piace viaggiare ha magnificato i servizi.

Lasciamo Champasak che sono passate le 5 e dopo aver cercato invano una strada che ci portasse sull’altra sponda del Mekong, comincia a piovere e il cielo, già prossimo al crepuscolo, diventa proprio buio.

L’allievo, che ha un casco la cui visiera gli impedisce di vedere bene, si fa prendere da un attacco di tunnel-vision e prende qualche rischio di troppo, soprattutto considerando che il suo suzukino è quasi a secco di benzina.

Infatti a 8km dall’arrivo dobbiamo fermarci al benzinaio. Appena passato il ponte del Mekong che segna l’entrata a Pakse, la pioggia aumenta d’intensità e l’allievo mi dice che ha visto qualcosa volare dalla mia moto. Avevo provato la stessa sensazione qualche km prima, per cui gli dico che al momento la priorità è arrivare al riparo.

Nel frattempo è già diventato buio e sotto la pioggia battente ci sembra che ci siamo perduti. Così ci fermiamo al primo edificio possibile, che coincidenza è l’ospedale, e dopo colloquio in linguaggio dei gesti riusciamo a capire che ci siamo quasi. Siamo fradici, ma per fortuna ha smesso di piovere e appena arrivati alla guesthouse realizzo che ho perso il mio portafogli.

pakse kip

Al bar laotiano, mostro i soldi recuperati

L’allievo così ha modo di redimersi dei tanti peccati giornalieri e dimostrandosi un buon allievo, mi porta sul Ponte dell’amicizia a recuperarlo. Per festeggiare ci fermiamo in un bar con musica dal vivo che raduna la meglio gioventù di Pakse, a berci due beer lao e mangiare French fried con le bacchette.

L’allievo si merita che gli offra la cena, al netto dei 10 mila che mi ha fatto spendere in più per le croos, che, tra l’altro, devo ammettere, sono comodissime.

Abbiamo convenuto di provare, internet permettendo, a scrivere un diario simultaneo ogni giorno di viaggio, dandoci 1h di tempo. Sono le 22.00 e io che 3 giorni fa ero a un fuso orario di 6 ore avanti, ieri a quest’ora mi stavo addormentando. Mi sto addormentando anche adesso, stanco, ma felice. La forza cresce nel mio giovane padawan.

Update: anche se alle 22.40 è in ritardo di 10′ e non ha ancora pubblicato.

(ogni giorno avrò un look diverso, potete già vedere la differenza tra il giorno 0 e il giorno 1)

Clicca su una foto qualunque per far partire la gallery

KM Percorsi: circa 100 (il conta km dello scooter era roto)
Costi:
scooter 90.000+60.000 kip (media 75.000)
Pranzo: 55.000
Wat Phu ingresso: 35.000 + 5.000 parcheggio
crocs: 40.000
coconut al mercato: 10.000
conto al Laos bar: 60.000
Benzina: 30.000
Guesthouse di mia zia Alisa: 60.000 a testa

Totale 370.000 kip (33,3€)

La versione romanzata della giornata di oggi – The fairy tale english version of today trip

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One Comment to “Laos in scooter: Pakse-Champasak-Pakse”

  1. ti sei tagliato i capelli tu con la macchinetta?

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